Michele Mereu Artista

Dai primi lavori degli anni ’70 a ideatore e animatore di Askòsarte, progetto di arte contemporanea che esplora il rapporto sempre più stretto tra l’espressione artistica e le aree ai confini dei generi. Poliedrico nella sua produzione, disubbidiente al filo conduttore univoco, volutamente lavora in maniera incoerente, attraversa consapevolmente tutte le discipline artistiche senza fare distinzione tra linguaggi espressivi. Ha concentrato la sua opera sull’interpretazione della contemporaneità: il suo lavoro, che sia pittorico, fotografico o installativo, nasce da riflessioni e indagini di situazioni “reali”, ributtate, quando preme la tensione creativa, in nuovi tragitti per essere indagati. Ideatore e curatore di eventi di arte contemporanea con l’associazione Askòsarte.
Numerose le mostre collettive e alcune personali nella mia attività artistica, nazionali e internazionali, , delle quali ho perso memoria.

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Sé come un altro_Museo Diocesano Oristano

Sé come un altro

Antonello Carboni – Silvia M.R. Oppo

Sé come un altro definisce la sua ragione d’essere attorno al tema dell’identità .
La selezione dei ritratti qui presenti fornisce lo spunto per una riflessione non solo storica ma anche teoretica.

La moltitudine di opere in mostra rivela stili, gesti, movimenti, tecniche ed espressioni molto diverse fra loro ma c’è un elemento che suggeriamo di indagare e che caratterizza il nostro viaggio fra i ritratti: l’identità sociale di colui che è ritratto e l’identità personale di chi ritrae. Questo rapporto, questa chiave di accesso all’opera, ci permette di andare oltre la semplice os-servazione e abbattere la distanza tra noi e l’osservato, ci offre la possibilità di abitare lo spazio rappresentato, di praticare un viaggio nella personalità emotiva dell’autore.

Riscontreremo spesso che questa dimensione ermeneutica la esperiamo soprattutto nella ge-nerazione del Contemporaneo presente, maggiormente svincolato da legami di committenza, molto più attento a narrare se stesso nella speranza di potersi orientare, conoscersi e ricono-scersi attraverso la capacità di stare al mondo, proprio come l’homme capable di Paul Ricoeur. Partiamo dal particolare per scoprire la storia, per compiere un cammino di conoscenza, di trasfigurazione, leghiamoci a un autore, a un pensiero, a un’opera, condividiamo, alimentiamo la reciprocità e avremo la certezza di non essere soli nell’incertezza che spesso ci sovrasta.

BUCOLICA URBANA_Cagliari Castello San Michele

Al Castello di San Michele a Cagliari una mostra collettiva che indaga il concetto di spazio urbano inteso come luogo antropologico contemporaneo.
Il Castello di San Michele accoglie la collettiva Bucolica Urbana, nata dalla sinergia tra l’Associazione Culturale Asteras, Orientare e il Comune di Cagliari.
L’esposizione, visitabile da venerdì 12 gennaio a partire dalle ore 12:00, a domenica 25 febbraio 2024, si inserisce nell’ambito delle iniziative del Cagliari Urbanfest – Generazioni Metropolitane, il festival di arte urbana e arti visive ideato e organizzato da Asteras con la curatela di Ivana Salis e Barbara Catte.
Protagonisti dell’esposizione sono le artiste e gli artisti Pietrina Atzori, Gianni Casagrande, Roberto Chessa, Ciredz, Michele Mereu, Marco Rèa e Laura Saddi, che durante il loro percorso si sono confrontati col concetto di spazio urbano inteso come luogo antropologico contemporaneo. Dalla loro molteplicità di ricerche e linguaggi visivi utilizzati sarà possibile volgere uno sguardo su quel senso di alienazione che attraversa la nostra società

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Le opere di 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐞𝐮 denotano una visione quasi apocalittica: il suo immaginario è dominato da animali bizzarri, creature ibride e multiformi che popolano desolati paesaggi suburbani, sormontati da un cielo plumbeo.

Lo skyline di questo mondo è caratterizzato dalle architetture di anonime metropoli e di agglomerati industriali: tra rottami e scarti di ogni sorta, simbolo del capitalismo imperante, le forme umane, ferine e ibride sembrano quasi annunciare nuove possibilità di vita. Da questo mondo inquietante emergono quindi esseri nuovi, che con le loro particolari sembianze invitano a riflettere sulle contraddizioni della società contemporanea.
Le opere di Mereu resteranno esposte al Castello di San Michele fino a domenica 25 febbraio all’interno della collettiva 𝑩𝒖𝒄𝒐𝒍𝒊𝒄𝒂 𝑼𝒓𝒃𝒂𝒏𝒂.