Michele Mereu Artista

Dai primi lavori degli anni ’70 a ideatore e animatore di Askòsarte, progetto di arte contemporanea che esplora il rapporto sempre più stretto tra l’espressione artistica e le aree ai confini dei generi. Poliedrico nella sua produzione, disubbidiente al filo conduttore univoco, volutamente lavora in maniera incoerente, attraversa consapevolmente tutte le discipline artistiche senza fare distinzione tra linguaggi espressivi. Ha concentrato la sua opera sull’interpretazione della contemporaneità: il suo lavoro, che sia pittorico, fotografico o installativo, nasce da riflessioni e indagini di situazioni “reali”, ributtate, quando preme la tensione creativa, in nuovi tragitti per essere indagati. Ideatore e curatore di eventi di arte contemporanea con l’associazione Askòsarte.
Numerose le mostre collettive e alcune personali nella mia attività artistica, nazionali e internazionali, , delle quali ho perso memoria.

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TEORIE e chiacchiere, nient’altro. Crediamo di capire, ci sentiamo superiori, mentre in realtà giudichiamo, classifichiamo,
separiamo – Ci ostiniamo a proporre sempre le stesse cose, senza accorgerci che questa forma mentale inaridisce e prosciuga ogni cosa.
Nascondiamo dietro discorsi di stile il V U O T O creativo e l’assenza di idee.
MA L’ARTE E’ UN CONCETTO VIVO. – dinamico, in continua evoluzione e TRASFORMAZIONE. E’ la forma più alta d’ apertura a nuove conoscenze. E si rinnova continuamente distruggendo ogni forma di arroccamento. E’ RICERCA. – Per questo mi piace camminare, da solo. Senza meta e senza idee. Dimenticare chi sono, il mio nome e il lavoro che faccio. Perdersi per ritrovarsi. E nell’ASSENZA, senza pretese, arrivano parole nuove. Nascono pensieri nuovi. TRAPELA LO STUPORE. E’ in quel momento che ritrovo forte la mia identità. E insieme la capacità di scoprire il DIVERSO. FRAMMENTI MAGICI, in cui appare chiaro il senso delle cose.

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img_5205Sono poche le persone che possono esprimere aspri giudizi e critiche dirette su cose e chi ci circonda, giustificando con la vita questo comportamento. Michele è una di queste. Estraneo al compromesso. Anomalo nella sua inadeguatezza alla bugia e ai falsi alibi. Defilato dal preconcetto e dai percorsi stabiliti. Irrimediabilmente libero. La sua creatività segue un tracciato parallelo. Scaturisce dall’impossibilità di accettare lo stato delle cose.E’ una forza centrifuga ed istintiva. Arriva dagli anfratti della memoria spinta da un’inarrestabile ribellione interiore. Si oppone al prestabilito, al precluso, all’imposto. Si placa nel segno e nel colore.Imprime un marchio alle sue opere. E’ come un impeto originario, l’artista è il tramite che svela e nulla può fare se non assecondare quest’impulso. Le opere sono immediate, subordinate allo stato interiore. Fluiscono rapide, senza alcuna. progettazione. All’abbozzo iniziale segue una fase a prima vista disordinata eppure decisa di manipolazione in cui l’opera è trasformata da vari interventi, sovrapposizioni di materia, fratture, aggregazioni d’elementi, e ancora masse – atomi – ombre – sanguinamenti. Trasformazioni radicali che avvengono in maniera misteriosa aprendo spazi e possibilità ad un “nuovo” latente e intrigante. Simboli primordiali e segni ereditati dalla memoria arcaica s’impongono con prepotenza, costituiscono una costante nei suoi lavori. Una ricerca senza fine. Un condursi nell’arte come nella vita, dato a chi ha già compiuto i suoi esorcismi e spezzato le catene dell’asservimento dentro di sé.

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bio

 

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Spirito ribelle ed eclettico, interessato alle diverse culture e sempre pronto a rimettere in discussione sé stesso. Un’occhiata al passato per poter nuovamente inquadrare con determinazione la direzione da intraprendere. In un presente sempre più ricco di spunti e influenze, nasce uno stile che non può mai essere pienamente classificato tanto profonde sono le implicazioni e i richiami che servono a dare forma ad opere espressive molto eterogenee tra loro. Trasgressore delle barriere codificate tra i generi, libero creativo itinerante senza alcuna preclusione di stile o linguaggio. Introspettivo, con un quotidiano lastricato di musica e colori. Insofferente ai cliché del mondo classico e alla rigidità degli schemi, con una visione pittorica piena di richiami interiori, di voli verso il cosmo senza dimenticare il confronto con quanto lo circonda e sempre in bilico tra un mondo metafisico ed etereo e una terra pesante abitata da esseri abulici e alienati. A volte parte da immagini abbastanza semplici, quasi un rapporto ludico con la tela, in scambio e fusione con essa. Regalare colore per ricevere significati complessi; tesori nascosti che si mostrano ai più abili scalfitori e agli esploratori di territori inusuali. Trasformazioni radicali che avvengono in maniera misteriosa aprendo spazi e possibilità a un “nuovo” latente e intrigante. La sua visione pittorica nasce dall’esigenza di recuperare alla memoria la natura frammentaria ed evanescente della realtà. Un viaggio in cui IL SEGNO è il filo conduttore, l’elemento base per costruire una rete di emozioni capaci di evocare il fantasma del “tempo”.