Sono poche le persone che possono esprimere aspri giudizi e critiche dirette su cose e chi ci circonda, giustificando con la vita questo comportamento. Michele è una di queste. Estraneo al compromesso. Anomalo nella sua inadeguatezza alla bugia e ai falsi alibi. Defilato dal preconcetto e dai percorsi stabiliti. Irrimediabilmente libero. La sua creatività segue un tracciato parallelo. Scaturisce dall’impossibilità di accettare lo stato delle cose.E’ una forza centrifuga ed istintiva. Arriva dagli anfratti della memoria spinta da un’inarrestabile ribellione interiore. Si oppone al prestabilito, al precluso, all’imposto. Si placa nel segno e nel colore.Imprime un marchio alle sue opere. E’ come un impeto originario, l’artista è il tramite che svela e nulla può fare se non assecondare quest’impulso. Le opere sono immediate, subordinate allo stato interiore. Fluiscono rapide, senza alcuna. progettazione. All’abbozzo iniziale segue una fase a prima vista disordinata eppure decisa di manipolazione in cui l’opera è trasformata da vari interventi, sovrapposizioni di materia, fratture, aggregazioni d’elementi, e ancora masse – atomi – ombre – sanguinamenti. Trasformazioni radicali che avvengono in maniera misteriosa aprendo spazi e possibilità ad un “nuovo” latente e intrigante. Simboli primordiali e segni ereditati dalla memoria arcaica s’impongono con prepotenza, costituiscono una costante nei suoi lavori. Una ricerca senza fine. Un condursi nell’arte come nella vita, dato a chi ha già compiuto i suoi esorcismi e spezzato le catene dell’asservimento dentro di sé.
chiara schirru
