Fuma un Toscanino Michele Mereu, sigaro preferito del padre, di cui aspira voluttuosamente il tabacco prima di ributtarlo nella stanza, che a fine performance, impregnata del profumo dolciastro e intenso, testimonia la necessità di ri-scoprire un padre con cui nulla si è avuto a che fare in vita. Uno “sconosciuto” di cui si ri-cercano le tracce nell’odore che s’innalza verso il cielo, in un possibile tentativo di riscatto al rapporto mancato. Mereu attua, per il suo personale processo di liberazione creativa, un percorso inverso alla richiesta uccisione paterna, tant’è che il suo rituale si esplicita al contrario, nell’offerta del suo corpo che assume valenza di catalizzatore di sensazioni e stimoli emotivi, sensoriali e cognitivi, nel tentativo di far ri-vivere lui, fosse anche per un solo istante, dentro un ideale e coinvolgente amplesso che restituisca i contenuti pallidi del passato, depurati e finalmente assolvibili.
Alice Rivagli

