OIKOS,la casa di tutti

Al museo Diocesano di Oristano la mostra “Oikos, la casa di tutti”

Le opere di 13 artisti accompagnano il visitatore in una sorta di spazio sospeso nel tempo

L’inquinamento e il degrado provocati dall’uomo rischiano di distruggere la terra.

Gli effetti dei danni ambientali che subisce il territorio sono raccontati dalla suggestiva mostra “Oikos, la casa di tutti”, inaugurata dall’arcivescovo di Oristano al museo Diocesano arborense.

Le opere di 13 artisti, del panorama contemporaneo isolano, accompagnano il visitatore in una sorta di spazio sospeso nel tempo; la casa di una natura incontaminata, nella quale fiori e animali convivono in perfetta armonia ed in perenne primavera.

Un giardino dell’Eden, come sottolinea l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”, dove si invita l’umanità a coltivare e custodire il giardino del mondo. Tra i temi affrontati dal Papa un ampio spazio è dedicato alla fotografia del degrado della terra, delle acque e del cielo, all’analisi delle cause di questa condizione e ai possibili rimedi da adottare.

“La mostra curata da Anna Rita Punzo – spiega il direttore del museo Silvia Oppo – intende dar forma ad un percorso espositivo capace di evocare l’atmosfera immaginaria ed inviolata del giardino dell’Eden e il senso di degrado e disagio generato dagli effetti dell’inquinamento e dall’uso indiscriminato del territorio da parte dell’uomo”.

a Diosa

a Diosa

a cura di Anna Rita Punzo

 …Unu ritrattu s’essere pintore un’istatua ‘e marmu ti faghia s’essere istadu eccellente iscultore ma cun dolore naro “no nd’ischia”…

Salvatore Sini

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Mostra di Arte contemporanea a Sarule Casa Museo “Giudice Ladu”

 Il poeta e la musa, Savatore Sini e Diosa.

La musa è un archetipo divino, l’ideale supremo d’amore a cui l’artista anela, figura enigmatica, affascinante, venerata e celebrata nei secoli; accompagna la mano del pittore, il gesto dello scultore, ispira i versi del poeta. La Beatrice di Dante, la Laura di Petrarca, la Silvia di Leopardi ed ancora la Monique di Matisse, la Gala di Salvador Dalì; il mondo dell’arte ha da sempre le sue muse, donne reali o talvolta semplicemente immaginate da chi a queste figure consacra il proprio talento. Il 23 Luglio del 1915, in un caldo pomeriggio estivo, l’avvocato-poeta di Sarule, Salvatore Sini, dona alla Sardegna la sua più celebre musa: Diosa. A lei dedica i versi di una struggente dichiarazione d’amore, poi musicata e diventata canto, che ancora oggi emoziona.

 I volti di Diosa.

Un capoverso della celebre poesia recita: “…Unu ritrattu s’essere pintore un’istatua ‘e marmu ti faghia s’essere istadu eccellente iscultore ma cun dolore naro “no nd’ischia…” Quest’anno, in occasione delle celebrazioni in onore del poeta, che si svolgeranno nel mese di Settembre a Nuoro ed a Sarule (in concomitanza con la manifestazione “Cortes Apertas”) si vuole raccogliere l’appello di Sini ed invitare una selezione di artisti a rappresentare Diosa, darle un volto, raffigurarla, evocarne l’essenza più intima e celata.

 I volti di Diosa: la mostra tra arte e artigianato tessile.

Attraverso questa mostra, che intende coinvolgere esponenti della pittura, dell’illustrazione, della fiber-art, del design e della fotografia del panorama artistico sardo, Sarule, paese natio di Salvatore Sini, omaggia il suo illustre concittadino ponendo in dialogo poesia ed arte contemporanea. Diosa sarà protagonista di un inedito e suggestivo dialogo tra passato e presente, storia e contemporaneità. Al fine di valorizzare la pregiata tradizione artigianale di Sarule, le tessitrici locali verranno invitate a realizzare un piccolo manufatto tessile, dedicato alla musa ispiratrice del poeta, che riporterà il nome Diosa.

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Michele Mereu, in mostra “Non so se riuscirò mai ad amarti” acrilico su masopan 60×40