PAST>>>PRESENT

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Chiara Cossu_Fabrizio Da Prà_Ilaria Marongiu_Michele Mereu

Cosa si nasconde dietro un processo creativo? La domanda è molto complessa e sicuramente non avrà mai una definizione univoca. L’individuo creativo è spinto dalla necessità di esprimersi, egli intraprende un percorso labirintico che porta o no in un ipotetico centro. C’è chi si prepara il percorso in maniera tattica perché vuole arrivare al centro, c’è chi ama soffermarsi ad osservare l’eleganza della muratura di questa straordinaria struttura che è la vita, l’esistente. L’idea allestitiva parte dalla scelta di mettere in relazione lavori dello stesso artista, appartenenti a diversi momenti del proprio vissuto. In questa azione relazionale tra opere, saranno presenti quattro percorsi, uno per ciascuno. L’incontro tra le opere avrà il compito di guidarci verso una comprensione più profonda del rapporto che intercorre tra le opere stesse, opere e fruitori, opere e artisti. Emergeranno aspetti indigeribili, indefinibili del fare arte dietro le quinte, in tal senso piegati al gioco degli specchi e delle riflessioni. L’obiettivo sarebbe far emergere un valore nuovo dove l’organico e il mentale possano fondersi per esprimere ciò che siamo. Qualcuno diceva che non ci si può bagnare per due volte nella stessa acqua di un fiume, la vita scorre e l’arte imprime le forme di infiniti istanti.L’artista spesso osserva chi si bagna nel fiume, dall’altra sponda.

Ilaria Marongiu

OIKOS,la casa di tutti

Al museo Diocesano di Oristano la mostra “Oikos, la casa di tutti”

Le opere di 13 artisti accompagnano il visitatore in una sorta di spazio sospeso nel tempo

L’inquinamento e il degrado provocati dall’uomo rischiano di distruggere la terra.

Gli effetti dei danni ambientali che subisce il territorio sono raccontati dalla suggestiva mostra “Oikos, la casa di tutti”, inaugurata dall’arcivescovo di Oristano al museo Diocesano arborense.

Le opere di 13 artisti, del panorama contemporaneo isolano, accompagnano il visitatore in una sorta di spazio sospeso nel tempo; la casa di una natura incontaminata, nella quale fiori e animali convivono in perfetta armonia ed in perenne primavera.

Un giardino dell’Eden, come sottolinea l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”, dove si invita l’umanità a coltivare e custodire il giardino del mondo. Tra i temi affrontati dal Papa un ampio spazio è dedicato alla fotografia del degrado della terra, delle acque e del cielo, all’analisi delle cause di questa condizione e ai possibili rimedi da adottare.

“La mostra curata da Anna Rita Punzo – spiega il direttore del museo Silvia Oppo – intende dar forma ad un percorso espositivo capace di evocare l’atmosfera immaginaria ed inviolata del giardino dell’Eden e il senso di degrado e disagio generato dagli effetti dell’inquinamento e dall’uso indiscriminato del territorio da parte dell’uomo”.